Torniamo a parlare dei nostri servizi web; questa volta ci siamo lanciati nel mondo del fashion, sviluppando il sito Internet per Moda Italia Network.
Questa dinamica agenzia di consulenza commerciale rappresenta alcune selezionatissime aziende italiane, specializzate nella produzione di accessori per abbigliamento e pelletteria in tutta Europa.
Moda Italia Network si dimostra un contatto diretto tra le migliori case di moda europee ed il nostro Made in Italy, proiettato su una fascia medio/alta di mercato.
Per la realizzazione di questo sito abbiamo sviluppato un template in Wordpress semplice e lineare, al fine di riuscire a trasmettere un concetto di eleganza e ordine, in coerenza con i valori dell’azienda stessa e del contesto all’interno del quale opera.
Essendo Moda Italia Network proiettata in uno scenario internazionale, abbiamo ovviamente strutturato il sito in tre lingue: italiano, francese e inglese.
Sfogliando le varie pagine si può notare la particolare cura dei dettagli e della raffinatezza applicata ai contenuti grafici del sito; nello specifico, per la creazione delle photogallery dei vari clienti dell’agenzia e per la realizzazione di effetti di overlay nelle sezioni “Chi siamo” e “Dove siamo”.


Immergetevi nel mondo della moda visitando il sito www.modaitalianetwork.com
Macchine sgargianti di classe, acqua (tanta acqua), rombi di motori e gente curiosa e affascinata.
Sono queste le prime impressioni che mi sono saltate all’occhio ieri, giovedì 16 maggio, partecipando in Piazza Loggia all’evento della punzonatura prima della grande partenza delle Mille Miglia, l’evento automobilistico italiano d’auto d’epoca per eccellenza, diventato ormai un’istituzione nel bresciano, capace di attrarre un flusso di utenza proveniente da tutta Europa.
Scostandomi in un secondo momento dalle quattro ruote e dal loro fascino, ho cercato di concentrarmi maggiormente sull’influenza che questo evento potesse avere sulla città di Brescia e, su come la popolazione del luogo, commercianti e non, manifestasse il proprio appoggio nei confronti di questo raduno.
Devo ammettere che inizialmente ero titubante e forse restio a credere al sostegno dei bresciani a tutto ciò, soprattutto visto anche il contesto di crisi in cui si trova attualmente anche la nostra città. Crisi che di certo non invoglia a festeggiare ma tuttavia sono rimasto piacevolmente sorpreso nel vedere una buona risposta da parte del territorio, unito e compatto per celebrare un giorno di “festa”.
E’ qui che è partito il mio tour tra le viuzze del centro, facendo passare negozi su negozi nell’intento di cogliere quello spirito di appartenenza che i commercianti potevano manifestare.
Ho apprezzato molto l’allestimento di vetrine a tema, con automobili in miniatura, stampe, bandierine e altri gadget delle Mille Miglia, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la coerenza di comunicazione manifestata da determinati negozi nella scelta di arredamento a pari passo con lo stile e la filosofia del loro marchio.

In fondo il tema era comune, quello delle automobili, ma è stato ugualmente interessante vedere come questo concetto venisse interpretato e di conseguenza manifestato da realtà commerciali che apparentemente non fanno parte di questo mondo.

Le mie impressioni sono state poi avvalorate da due partecipanti della gara che, tra un caffè e qualche scatto rubato alla loro Lancia Aprilia 1350 Russo del 1939, mi hanno gentilmente confermato che: “ In queste occasioni si vede proprio l’attaccamento di Brescia e dei suoi cittadini alle tradizioni. E’ stato organizzato tutto al meglio, come sempre. La cosa che più ci stupisce è come, nonostante la sfortuna e il maltempo, la popolazione bresciana abbia contribuito numerosa a sostenere questa manifestazione, partecipandovi in maniera attiva e contribuendo a creare un clima di festa”.

Con un partenza tale, avvenuta con gran successo, ci aspettiamo un’ ulteriore conferma di questo spirito celato in Brescia il 26 maggio all’arrivo del Giro d’Italia.


“Tutti noi che per mestiere usiamo i mass media contribuiamo a forgiare la società. Possiamo renderla più volgare. Più triviale. O aiutarla a salire di un gradino”.
Sono queste le parole di Bill Bernbach, famoso pubblicitario statunitense tra i fautori della seconda rivoluzione creativa, citate all’interno del Manifesto Deontologico dell’ ADCI, manifesto scritto con l’intento di contribuire a modificare le modalità di comunicazione, impedendo la formazione di stereotipi negativi e il deterioramento della cultura collettiva.
Paradossalmente queste parole riaffiorano in un contesto pubblicitario italiano in cui il fine ultimo di vendere, e la mancanza del rispetto comune la fanno da padrone, sovrastando spesso le buone idee che girano nelle teste di molti geniali e intraprendenti creativi.
Non a caso lo stesso ADCI, Art Directors Club Italiano, organo che riunisce i protagonisti del processo di creazione dei contenuti pubblicitari, si è fatto sentire in questi giorni lanciando una petizione online contro i contenuti prettamente sessisti della pubblicità italiana.

Secondo un sondaggio commissionato all’Istituto Piepoli nel marzo 2013, la nostra pubblicità purtroppo appare agli occhi di osservatori internazionali tra le più sessiste al mondo, nonostante lo stesso pubblico italiano abbia confermato la pochezza di contenuti e il totale dissenso verso i messaggi comunicati, ritenendoli dannosi e negativi.
In realtà c’è ancora chi pensa che lo scopo finale sia quello di vender a tutti i costi.
A chi deve essere attribuita questa mancanza? Sarà colpa dei pilastri della pubblicità che hanno deciso di adattarsi al formato standard italiano accantonando l’idea di estrarre nuove idee geniali dal loro “cappello”, o dei grandi manager delle multinazionali che sarebbero disposti a tutto pur di vedere i propri prodotti all’interno delle case dei consumatori?
Accantonando per un istante l’aspetto sadico della critica, penso sia comunque triste navigare nel mare magnum della comunicazione dove tutto ciò che si fa è unicamente finalizzato a rendere profittevole il proprio business; dove luoghi comuni divertenti e “leggeri” si trasformano in veri e propri tormentoni che perseguitano nel tempo martellando costantemente il consumatore, o dove la bellezza soggettiva della donna non viene valorizzata in sé, ma viene standardizzata diventando un oggetto strumentalizzato da propinare alla massa.

Citando nuovamente il Manifesto, “giudichiamo profondamente scorretto ridurre i corpi umani a oggetto sessuale da abbinare a un prodotto in modo incongruo e pretestuoso, al solo scopo di rendere quest’ultimo desiderabile.”
Il vero scandalo è l’incoerenza che ritroviamo nella censura di alcuni messaggi pubblicitari; quell’incoerenza che fa classificare la pubblicità italiana tra le meno libere di questo mondo.
Spesso idee divertenti ed efficaci vengono cassate perché ritenute offensive o lesive di non si sa quale comune senso del pudore, ma contemporaneamente si sorvola sulla mancanza di veli o allusioni chiaramente sessiste e sessuali nei confronti di donne-oggetto.
Del resto non ci sarà da stupirsi se a breve le città e i boschi in fiamme non verranno più salvati da innocenti scoiattoli affetti da complessi di aerofagia estrema, ma piuttosto da giovani pompieri donna che spogliandosi faranno esplodere tombini e impianti idrici delle zone limitrofe, spegnendo l’incendio e venendo premiate come eroine della città.
E se tutto ciò accadrà… sappiate solo che ve l’avevo detto e che ci avevo pensato ancora prima!

La petizione promossa dAll’ADCI è online da lunedì 13 maggio. Potete trovarla QUI, o in home page del sito ADCI.
Gli eventi Milanesi ci hanno ci hanno convinto ancora.Questa volta la meta era Grafitalia, la fiera di settore dedicata al mondo della tipografia.
Le principali imprese europee si sono date appuntamento al polo espositivo di Rho per il ritrovo quadriennale dedicato alla stampa, alle sue metodologie e applicazioni.
L’obbiettivo era mostrare i progressi e le innovazioni delle macchine da stampa ad un pubblico molto vasto di visitatori; erano presenti: agenzie pubblicitarie, service editoriali, studi di graphic design e tipografie. Molti anche gli studenti che hanno colto l’occasione di vedere cosa avviene dopo che i loro file sono stati consegnati ai tipografi e quali sono le difficoltà del lavoro.
La tendenza che emerge è sicuramente il continuo miglioramento dei tempi di stampa e l’attenzione all’ambiente, evidenziata anche dall’esposizione di oggetti riciclati o di utilizzi alternativi. Ne sono un esempio i molti utensili di uso comune realizzati in cartone, come sedie, tavoli, mobili e giocattoli.

Durante i giorni della manifestazione innumerevoli i convegni che hanno approfondito tutti gli aspetti e i problemi della stampa, noi abbiamo partecipato al meeting “Il punto di vista di chi acquista lo stampato: garantire l’immagine coordinata di un brand in tutti i tipi di stampa” che ci ha aggiornato sulle ultime tecnologie a disposizione per dare al cliente un lavoro di ottima qualità e interagire al meglio con il tipografo economizzando risorse e tempo.

Alessandro Beltrami, vicepresidente di TAGA Italia, ha esordito toccando uno dei punti fondamentali di questo periodo: come combattere la crisi che affligge l’industria grafica. Ovviamente la risposta è continuando a tenere alto lo standard qualitativo e migliorando le proprie tecnologie, ma come?
Parlando di colore e di garanzia dell’immagine coordinata di un brand, è necessario mantenere invariata la percezione che il consumatore ha del colore. Non si parla quindi solo di cercare un tecnicismo per riconoscere la tonalità giusta, ma anche uno studio dell’inconscio del compratore.
Il goal sta nel trovare un range di tolleranza stabilito a livello internazionale che possa far interagire aziende di tutto il mondo, assicurando che il prodotto finale sia ciò che ci aspettavamo, anche senza aver visto il processo di lavorazione.
Questo traguardo è a portata di mano ma è necessario che ogni elemento della catena di lavorazione segua delle regole precise, così da rendere più fluido il processo di qualità (di competenza dello stampatore) e il controllo di qualità (affidato al print buyer).
Il messaggio che passa nel complesso è quindi la voglia di evolvere il processo di stampa da artigianato a produzione industriale, mantenendo alto il livello di qualità.
Sicuramente ci riusciranno, ma noi restiamo legati anche alla figura del tipografo maestro di bottega che riconosce la grammatura al tatto e dosa il colore come fosse un artista.



di Giulia Gasperini , Web graphic Designer @ Voxart
Nobel Biomaterials è leader mondiale nelle soluzioni di gestione batteriche.
In principio la Sauquoit Silk Company, Noble Biomaterials è stata produttrice di tessuti speciali per più di 130 anni; nel corso delle sue varie fasi l’azienda ha sempre dimostrato la sua capacità di rinnovare e guidare con le nuove tecnologie.
Come nel caso di X-Static, la fibra formata da uno strato di argento puro unito in modo solidale e inscindibile alla superficie di un polimero.
Usata principalmente in campo medicale e nel settore delle alte tecnologie per la difesa, attualmente è impiegata anche nei beni di largo consumo come rimedio naturale ed efficace contro la proliferazione batterica.
Per comunicare questa rivoluzionaria fibra applicata al materiale tessile Voxart ha sviluppato un sito web in Wordpress a quattro lingue con contenuti, video e link organizzati in modo chiaro e semplice.
Grazie al plugin presente nel pannello di controllo, il cliente ha accesso diretto alla gestione dei file e dei contenuti del sito, decidendo cosa caricare e in che lingua comunicarlo.
Particolare l’effetto a tutto schermo dello sfondo creato dalla texture di cerchi, al fine di rendere chiaro il concetto di molecola all’interno dei tessuti, che diventa percepibile nel primo momento in cui si ha accesso al sito.


Visita il sito www.x-static.it
Ecco un nostro nuovo progetto, questa volta in collaborazione con Work Team di Giuliano Radici finalizzato a portare sul web un gruppo di imprese storiche del tessuto bresciano.
Nasce nel 2012 infatti HTN4I, la rete di imprese dei trattamenti termici, una rete composta da persone, tecnologie, know-how e idee.
Dalla consapevolezza di un mercato nazionale ormai globalizzato e dall’intraprendenza di accettare nuove sfide di mercati più ampi, questo processo di aggregazione vede partecipi le seguenti realtà aziendali:
Eurotec s.r.l., azienda presente da oltre 30 anni sul territorio bresciano, leader nel settore della tempra ad induzione di particolari di piccole e medio/grandi dimensioni.
Tecma s.r.l., nata nel 1985, è la naturale continuazione di una storica azienda bresciana di trattamenti termici, operante fin dal 1962 nel comparto metalmeccanico delle provincie del Nord Italia .
Temponi Fratelli Trattamenti Termici, e Temponi 2 Trattamento Acciai.
Ogni azienda della rete conserva la propria autonomia ma, al tempo stesso, instaura fra i suoi componenti una robusta rete di relazioni culturali, economiche e sociali, tali da permettere l’offerta del servizio a 360° .
Realizzando i siti web del gruppo HTN4I, di Eurotec e Tecma, ci siamo avvalsi ovviamente delle fotografie di Giuliano Radici: immagini di forte impatto emotivo per comunicare al meglio il know-how aziendale, riuscendo così a coniugare tecnologia e contemporaneità nella comunicazione.
Pur essendo tutti realizzati in wordpress, il sito di HTN4I, ha la peculiarità di esser stato sviluppato in quattro lingue e di avere come background in home dei video HD delle diverse aziende a rotazione.


Visita il sito:
http://www.htn4i.it - http://www.eurotec-srl.it/ - http://www.tecmasrl.eu/
Lo ammetto: fino a 5 anni fa non avrei mai pensato di passare quasi completamente alla musica in streaming.
In quei tempi l’acquisto di un CD veniva studiato per settimane, non si poteva sbagliare e si pesavano le alternative: il nuovo lavoro della band preferita (per non rischiare) o il salto nel buio con la scommessa sulla next big thing? In entrambi i casi, i riti dell’acquisto prima e del religioso ascolto dopo, erano irrinunciabili.
Da accanito sostenitore del CD, vantavo la differenza di qualità (e comodità) tra il bel disco argentato e qualsiasi altro metodo di ascolto. Già: “bel” disco. I CD ed i relativi booklet erano e rimarranno perfetti oggetti da collezione, proprio per questo il loro sbocco di mercato si sposterà sempre di più verso le nicchie di fans.
Probabilmente anche il CD sarà destinato nel giro di pochi anni a far compagnia a musicassette e VHS.

Da un paio d’anni, anche in Italia si respira una nuova vitalità del mercato discografico digitale, con il fatturato in crescita del 31% nel 2012.
Negli ultimi mesi, con l’avvento in Italia di Deezer e Spotify, due dei principali servizi mondiali di streaming, il trend non può che continuare in questa direzione, vista la spiccata permeabilità degli italiani alle tendenze mobile e considerando che il 62% della popolazione possiede già uno smartphone e quindi risulta tecnologicamente pronto al salto.
Anche la tendenza al download illegale di musica pare finalmente in calo. Come già dimostrato in due fertili mercati europei come quelli di Olanda e Svezia, è in grande ascesa la conversione da modalità di file sharing tipo The Pirate Bay a servizi di streaming online.
Diventa sempre più facile ascoltare legalmente la musica desiderata grazie alle offerte, anche gratuite, oggi disponibili.Sia Deezer che Spotify infatti offrono sia una versione free (che consente di ascoltare l’intero catalogo con inserimento di spot pubblicitari o con dei limiti temporali) che due versioni premium: 4,99 €/mese per l’ascolto su desktop/laptop senza pubblicità o 9,99 €/mese per includere anche la musica su mobile, con possibilità di scaricarla ed ascoltarla offline

La questione del prezzo è ovviamente soggettiva, ma considerando che una nuova uscita in negozio costa mediamente intorno ai 15 €, spenderne meno di 5 o 10, rappresenta comunque un buon risparmio.
Anche per gli artisti il nuovo paradigma economico potrà essere vantaggioso nel lungo periodo: a differenza della remunerazione per singolo album venduto (o canzone in download acquistata), le royalties vengono percepite ad ogni ascolto. Il singolo importo è inferiore ma si protrae per un periodo di tempo più ampio.
La vastità dell’offerta è quasi illimitata, ogni giorno è possibile ascoltare musica diversa ed anche le nuove uscite diventano disponibili istantaneamente. Effettivamente il rischio di fruire della musica in modo “mordi e fuggi” c’è; sia chiaro, non lo considero un atteggiamento negativo, ma il mio approccio alla musica in streaming è per certi versi old style: belle le playlist e le radio, ma rimango affezionato all’ascolto di un album per intero, prima di passare a quello successivo.
Anche l’immediatezza d’ascolto, soprattutto su dispositivi mobile, è lampante. Non serve più scaricare album o convertire in Mp3 i propri CD e passarli poi su smartphone o tablet con operazioni più o meno complesse. Ora basta decidere cosa ascoltare, cercarlo e premere play.
Certamente alcuni difetti esistono ma, a mio parere, sono davvero marginali, soprattutto se paragonati ai vantaggi:
Se non abbiamo a disposizione una connessione internet (3G/4G se parliamo di mobile) non potremo ascoltare nulla, pur avendo un abbonamento. A questo però pone rimedio la possibilità di scaricare musica sul dispositivo per poterla ascoltare offline; basta quindi premunirsi di ciò che vorremo sentire tramite la nostra wifi.
La qualità è inferiore a quella di un CD ma spesso, davvero, non ce ne accorgeremo nemmeno (soprattutto se ascoltiamo spesso musica in treno o in bus); inoltre i 320 Kbps che vengono proposti sono ben oltre a quello a cui siamo abituati da anni di Mp3.
Dal catalogo mancano alcuni artisti (anche importanti) a causa di contratti d’esclusiva o scelte strategiche differenti.
La scena sta cambiando e oggi, dopo 10 mesi di utilizzo, non potrei fare a meno dello streaming musicale; sono davvero troppi i punti a favore per non seguire questa nuova “moda”, che con tutta probabilità diventerà nei prossimi mesi territorio di battaglie economiche, con nuovi attori che si affacceranno sul mercato (iTunes, tanto per citarne uno).
Ora non resta che aspettare che vengano inaugurati in Italia anche i servizi di streaming film e serie TV a tariffa mensile fissa tipo Netflix.
Fonte: http://www.fimi.it/temp/DMR2013.pdf
di Massimo Cinquini, Web Developer @ Voxart
Oasidelmobile in occasione del Salone 2013 ha voluto presentarsi con una nuova immagine coordinata sia ai clienti che alle aziende partner.
In quest’ottica il primo passo è stato il design del nuovo logo aziendale che riconduce nell’uso dell’outline e dei colori, alla morbidezza e alla spigolosità, dei materiali tipici del mondo interiors.
Il biglietto da visita è stato realizzato in 4 soggetti diversi. La particolarità risiede nel fatto che, come in un puzzle, il retro dei biglietti, una volta accostati nei diversi soggetti, ricrea il logo dell’azienda.
I colori utilizzati per il fronte, pistacchio e tortora, riprendono i colori dominanti nei tessuti e nelle laccature della stagione in corso.
Tutti gli strumenti di comunicazione online e offline seguiranno la nuova immagine coordinata: l’attività continuativa di affiancamento di Voxart al cliente sta già portando nuove ed interessanti iniziative legate al mondo del design e dell’arredamento.


Il nome deriva da “forst” che significa foresta, luogo situato tra Merano e Bolzano, in una stupenda conca nell’ Altro Adige.
La natura colpisce per la sua bellezza che fa da cornice alle eleganti costruzioni decorate con buon gusto creando una rara armonia.
La sede è simbolo di tradizione, ricerca e amore per la natura. Appare evidente lo stretto connubio tra tradizione e modernità; impianti super tecnologici affiancano i locali suddivisi in varie strutture: ristoranti, fabbrica, negozi e aree all’aperto.
Il complesso è dipinto di verde e di bianco, collegato da un ponticello in legno; l’atmosfera del locale è calda, piacevole e conviviale.
Sui tavoli in legno massello di varie dimensioni, sovrastati da lampadari con figure intagliate, si gustano piatti tipici altoatesini proposti nel menù insieme alla birra, prodotta a pochi metri di distanza, e al pane caldo del luogo.
I piatti sono di enormi dimensioni, da gustare con calma, fattore di notevole rilevanza poiché da vita ad una sorta di laboratorio, dove le reazioni e le esigenze dei clienti in relazione al prodotto appena sfornato possono essere monitorate e tenute sotto controllo.
Non più consumatori passivi quindi, ma co-produttori.
Molto importante ed apprezzata da me in prima persona è stata la forte impronta “conversazionale” e “sociale” che si è deciso di attribuire a questa esperienza, riuscendo a differenziarla della classica promozione monodirezionale e spostandola quindi, verso una visione di comunicazione e dialogo a due vie.
Tra piatti caldi, ottima birra e una comunicazione aziendale più che azzeccata, ecco una giornata degna di nota, da raccontare e consigliare a colleghi e amici.





di Mariafrancesca Massa, Project Manager @ Voxart
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Nato dall’esigenza di informare gli utenti sull’esistenza della figura dell’RSPP, il dipartimento del Centro Medico San Francesco, affidato alla dott.ssa Elena Franco, si dedica alla prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro.
L’RSPP è infatti un professionista in possesso dei requisiti definiti nell’articolo 32 del D.Lgs 81/2008, designato dal datore di lavoro a cui risponde per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi professionali per i lavoratori.
Offrendo servizi di check up di sicurezza in ambito aziendale, individualizzazione rischi e misure di sicurezza, informazione e formazione ai lavoratori, supportato da un servizio di consulenza qualità ISO 9001-2008, il dipartimento opera in una vastità di settori: dalla sanità alle attività artigianali, dai servizi sociali al commercio.
Per la realizzazione di questo sito web Voxart ha sfruttato la semplicità e la chiarezza di Wordpress, realizzando una serie di pagine statiche e monolingua, all’interno delle quali viene presentato al meglio il ruolo dell’RSPP dal punto di vista legislativo e i servizi che il Centro è in grado di offrire.
Con una struttura molto schematica e un visual molto minimale, il sito appare ordinato e facilmente navigabile, riuscendo a soddisfare le esigenze degli utenti nel momento in cui si affidano alla pagina online per consulenze o ulteriori precisazioni inerenti alla sicurezza sul lavoro.
Visita il sito http://www.prevenzioneprotezionequalita.it/


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