Gli eventi Milanesi ci hanno ci hanno convinto ancora.Questa volta la meta era Grafitalia, la fiera di settore dedicata al mondo della tipografia.
Le principali imprese europee si sono date appuntamento al polo espositivo di Rho per il ritrovo quadriennale dedicato alla stampa, alle sue metodologie e applicazioni.
L’obbiettivo era mostrare i progressi e le innovazioni delle macchine da stampa ad un pubblico molto vasto di visitatori; erano presenti: agenzie pubblicitarie, service editoriali, studi di graphic design e tipografie. Molti anche gli studenti che hanno colto l’occasione di vedere cosa avviene dopo che i loro file sono stati consegnati ai tipografi e quali sono le difficoltà del lavoro.
La tendenza che emerge è sicuramente il continuo miglioramento dei tempi di stampa e l’attenzione all’ambiente, evidenziata anche dall’esposizione di oggetti riciclati o di utilizzi alternativi. Ne sono un esempio i molti utensili di uso comune realizzati in cartone, come sedie, tavoli, mobili e giocattoli.

Durante i giorni della manifestazione innumerevoli i convegni che hanno approfondito tutti gli aspetti e i problemi della stampa, noi abbiamo partecipato al meeting “Il punto di vista di chi acquista lo stampato: garantire l’immagine coordinata di un brand in tutti i tipi di stampa” che ci ha aggiornato sulle ultime tecnologie a disposizione per dare al cliente un lavoro di ottima qualità e interagire al meglio con il tipografo economizzando risorse e tempo.

Alessandro Beltrami, vicepresidente di TAGA Italia, ha esordito toccando uno dei punti fondamentali di questo periodo: come combattere la crisi che affligge l’industria grafica. Ovviamente la risposta è continuando a tenere alto lo standard qualitativo e migliorando le proprie tecnologie, ma come?
Parlando di colore e di garanzia dell’immagine coordinata di un brand, è necessario mantenere invariata la percezione che il consumatore ha del colore. Non si parla quindi solo di cercare un tecnicismo per riconoscere la tonalità giusta, ma anche uno studio dell’inconscio del compratore.
Il goal sta nel trovare un range di tolleranza stabilito a livello internazionale che possa far interagire aziende di tutto il mondo, assicurando che il prodotto finale sia ciò che ci aspettavamo, anche senza aver visto il processo di lavorazione.
Questo traguardo è a portata di mano ma è necessario che ogni elemento della catena di lavorazione segua delle regole precise, così da rendere più fluido il processo di qualità (di competenza dello stampatore) e il controllo di qualità (affidato al print buyer).
Il messaggio che passa nel complesso è quindi la voglia di evolvere il processo di stampa da artigianato a produzione industriale, mantenendo alto il livello di qualità.
Sicuramente ci riusciranno, ma noi restiamo legati anche alla figura del tipografo maestro di bottega che riconosce la grammatura al tatto e dosa il colore come fosse un artista.



di Giulia Gasperini , Web graphic Designer @ Voxart
Dall’inizio degli anni ‘90 a Milano, durante l’importante evento del “Salone del Mobile” nasce l’alternativa d’avanguardia non convenzionale: il Fuorisalone.
Posizionato in diversi “poli culturali” di Milano questo evento, veste la città di design, arte e installazioni realizzate anche da grandi brand che non sono necessariamente del settore.
Una settimana piena di eventi e con un afflusso di persone da tutto il mondo.
I “personaggi” ovviamente sono spesso “strani”, discutibili e ancora più spesso, montati più dello stesso stand Ikea o con un pessimo gusto nell’abbigliamento; ma nonostante questo ci sono cose piuttosto interessanti da vedere e realizzazioni di tutto rispetto sicuramente apprezzabile per gli addetti ai lavori.
In confronto agli altri anni però ho notato qualcosa di diverso, dal mio punto di vista professionale: l’abbassamento dell’interazione social.
Anticipando subito che il mio punto di vista non si rifà all’intera settimana ma a quello che ho vissuto personalmente, l’interazione con i social è calata terribilmente. Su Twitter #fuorisalone #tortona #designweek e altri hashtag specifici sono rimasti davvero poco nei TT (trending topics) rispetto all’anno scorso.
Pinterest che l’anno passato vantava boards e repin delle nuove scoperte del design si è mostrato abbastanza vuoto ed insieme a lui Instagram dove l’evento ha avuto, o almeno è sembrato avere poco successo nonostante questo social si presti perfettamente per questo tipo di eventi.
Negli stand il call to action era solo accennato, dato per scontato o totalmente ignorato. (Qualcuno ha sentito parlare di geotagging tramite Foursquare?)
Certamente gli eventi ci sono stati, tra flashmob, interazioni dirette con i brand e Qr-code in ogni dove, ma forse, anche visibile negli stand, le cose erano davvero simili all’anno precedente (anzi identiche).
L’ esperienza vissuta in prima persona è stata quella presso lo spazio dedicato a Martini che festeggiava i suoi 150 anni.
All’interno della location allestita in zona Brera, tutto era sistemato ad hoc con aperitivo offerto, gadget e un set fotografico che stampava “al momento” una cartolina dove ogni persona poteva fare da modello per Martini (le nostre foto sono probabilmente ancora in stampa).
Come accennato prima, la coda di stampa era abbastanza lenta e nonostante la gente aspettasse, nessun tipo di segnalazione, foglio, cartello riportava la possibilità di trovare le fotografie su Facebook, tanto che una ragazza al mio fianco ha chiesto se fosse possibile trovarle sul social ricevendo in risposta da un addetto dello staff: “Penso di si, magari le mettono sulla pagina ufficiale, prova ad andare a vedere domani…”.
Scarsissimo l’invito al like o la promozione diretta di eventi di qualsiasi brand o designer. Chiedendo personalmente ad uno stand come ritrovare l’artista che esponeva oggetti di handmade all’interno del web, la risposta è stata vaga e poco specifica senza indicare nessun social di riferimento.
E’ giusto comunque dire che molte aziende raccontavano progetti legati soprattutto al design, sviluppati sui social e nati da questi, ma anche qui appunto un racconto di quello che è stato fatto e un latente se non nullo invito “a fare”.
Altri esempi simili si sono alternati per tutti i luoghi da me visitati senza che si esaurisse totalmente la batteria dell’iPad (gli addetti al settore sanno cosa intendo).
Evidentemente neanche io per prima sono stata spronata all’interazione social della fiera, niente commenti, pochi like e sporadici tweet e con questo è partita una mia riflessione:
Stiamo assistendo alla lenta saturazione dei social, dove ormai abbiamo già messo mi piace a tutto, abbiamo condiviso tutto e l’abitudine è subentrata togliendo il fascino del live sharing oppure, le stesse aziende hanno sottovalutato questo canale di comunicazione per scarsi risultati o effettivamente non c’era niente di così social?
Probabilmente la risposta rientra in tutte queste ipotesi e nel classico corso degli eventi dimostrando che il semplice strizzare l’occhio ai social non è più sufficiente.
Il vero stimolo alla creatività è reinventarsi e reinventare quello che già esiste, come del resto è il manifesto stesso del concetto di design e riciclo, protagonisti in questa edizione del Fuorisalone.
Un vincitore però c’è effettivamente, capostipite della comunicazione odierna, ovviamente il Food. Ma…non si parlava di mobili?




di Nicol Russo, Social Media Manager @ Voxart
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Siamo a Covent Garden, precisamente sulla Drury Lane.
Percorrendo l’angolo della strada,la mia attenzione viene catturata dalla vastità di rimandi al design contemporaneo e del passato che allestiscono la vetrina.
Londra, la città più cool d Europa, la city dallo spirito libero che fa di essa uno dei massimi centri della creatività contemporanea, viene rispecchiata anche qui. Sono da ARAM DESIGN.
Entro e scopro altro…
Dal 1961 quando il negozio era sulla Kings Road, l’obiettivo e’ stato quello di portare il meglio del design moderno di tutto il mondo a Londra.
Lo showroom si sviluppa su quattro piani, raccontando e mostrando la più vasta gamma di accessori, mobili, illuminazioni, tappeti provenienti dall ’ Inghilterra e dal mondo intero.
Cassina, Fritz Hansen, Knoll International, Vitra, Eileen Gray’s designs, per cui Aram ha la licenza mondiale.
Continuando con il Made in Italy troviamo Alessi, Arketipo, Artemide, Fontana arte, MDF Italia, Poltrona Frau, Zanotta…
La vasta esposizione, ci spiegano i designer di interni, aiuta a facilitare la scelta della realizzazione del progetto, sia per gli architetti che per i singoli clienti.
Al piano superiore si trova la Aram Gallery, dove la famiglia continua la propria tradizione: esplorare e scovare i nuovi talenti, designer e tendenze dell’arte contemporanea.
La Galleria e’ uno spazio unico nel suo genere a Londra, dove sono state curate mostre periodiche che introducono lavori sperimentali con alcuni dei design più promettenti del mondo.
Dal 14.09 al 27.07 troverete l’installazione di Eley Kisihimoto in collaborazione con Narumi Ceramics, Clarcks, MYB Textiles.
This is London…









di Mariafrancesca Massa, Project Manager @ Voxart
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Il team di un’agenzia di comunicazione è formato da diverse diverse personalità che insieme, tramite la fusione delle proprie esperienze, hanno a disposizione un ricco bagaglio da utilizzare in ogni progetto che gestiscono.
Per questo motivo il team di Voxart, ha deciso di approfondire di persona il mondo della comunicazione all’estero. Per cominciare, la nostra manager di progetto, Mariafrancesca Massa inizierà la sua avventura nella fantastica Londra!
Fin dagli anni della swinging London la città è uno dei poli mondiali del design, comunicazione, moda, eventi e musica, quindi a partire da ottobre, giusto il tempo di ambientarsi, Mariafrancesca vivrà nella capitale inglese per un mese, alla scoperta di novità, tendenze ed avanguardie direttamente sul territorio.
Condividerà le sue nuove scoperte e ci renderà partecipi di quello che è il modo di comunicare in una città da sempre fulcro di grandi eventi in ogni espressione artistica.
Londra è una città relativamente vicina ma questa esperienza sarà comunque un arricchimento e al tempo stesso un attivo confronto per noi che non vediamo l’ora di poter conoscere e scoprire quello che Mariafrancesca ci porterà, souvenir inclusi!
Un grande in bocca al lupo da tutto il team; attendiamo curiosi le news che pubblicherà all’interno dei nostri canali social e direttamente nel blog.
Bye bye Mariafrancesca, good luck and see you soon!

Con grande entusiasmo abbiamo inserito tra i nostri clienti Oasidelmobile un importante realtà nella consulenza e vendita di articoli di arredamento delle maggiori case del settore.

Un completo restyling del sito web che prima totalmente in Flash, abbiamo tradotto in linguaggio jquery e html, per mantenere la dinamicità ma escludendo il limite del software Adobe per la visualizzazione tramite tablet e mobile.
Una grafica rinnovata e una struttura d’avanguardia si accordano perfettamente con la bivalenza dello spazio d’esposizione “classico” e la recente struttura dalla forte connotazione “Young”
Il nuovo spazio web risulta più navigabile e aggiornato, grazie all’integrazione del blog aziendale, della gallery a tutto schermo e ad una lavorazione specifica con maggiore attenzione alle problematiche Seo (parliamo quindi di ottimizzazione per i motori di ricerca)
Per dare la massima visibilità al rinnovamento dell’identità online di Oasidelmobile abbiamo creato un profilo Linkedin come realtà aziendale e assunto in gestione la pagina Facebook, curandone sia l’aspetto grafico che i contenuti. Assumendo l’indirizzo unico (vanity url) la pagina FB ha subito una consistente crescita al fine di migliorare il sentiment online per il brand.
La gestione dei contenuti social e quelli del sito internet sono aggiornati frequentemente per avere anche online quello che viene esposto nello showroom di 300mq e nello spazio Oasidelmobile Young di 350mq.
Per vedere le altre Case History dei nostri clienti visitate http://www.voxart.it/#casehistory
Venerdì Voxart si è fatta un bel giro al Fuorisalone in zona Tortona. Installazioni interessanti come ogni anno hanno dato vita ad un paesaggio di design, moda e cultura che si fondeva perfettamente con persone che da tutto il mondo visitavano, esponevano e commentavano.
“Spaziale” nel vero senso della parola l’installazione della cucina by LG che con una linea futuristica ed accessori Hi-Tech mostrava una dimensione plastica interessante.
Curata e rilassante la zona dedicata al wellness con camini che diventano oggetti di design integrati a tavolini o che occupano il posto dei vasi ornamentali, magari in una stanza con un’idromassaggio integrato di doccia e cromoterapia.
Suggestiva e scenica l’installazione “Forest” di Canon dove in una stanza buia, suoni della natura e immagini da proiettori a soffitto creavano giochi di colori e immagini su un reticolo di fili che occupava tutto lo spazio per poi assumere forma concreta sul pavimento.
Simile la proposta di Nespresso che accoglieva i visitatori in una stanza interamente ricoperta da riproduzioni delle proprie cialde anche qui animate con proiezioni luminose, per poi offrire al secondo piano un’area ristoro con un buon caffè.
Interessanti e davvero creative le varie installazioni all’interno di Superstudio e del Temporary museum of Design ed in finale, ottima installazione e comunicazione da parte di Heineken che ha ricreato un vero e proprio locale notturno, con bancone interattivo, bottiglie di birra in alluminio e con un design esclusivo per l’evento, stralight e deejay in pieno giorno.
Ovviamente sarebbe stato interessante vedere di più. Comunque, come ogni anno, una giornata ricca di stimoli per la creatività e la comunicazione.
All’anno prossimo!
Per le foto dell’evento venite a visitare la nostra pagina Facebook o sul nostro account ufficiale di Pinterest.
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L’esperienze della vita ti cadono addosso. Così fissando il lampadario della stanza si sentiva soffocare delle molte esperienze...
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