Dall’inizio degli anni ‘90 a Milano, durante l’importante evento del “Salone del Mobile” nasce l’alternativa d’avanguardia non convenzionale: il Fuorisalone.
Posizionato in diversi “poli culturali” di Milano questo evento, veste la città di design, arte e installazioni realizzate anche da grandi brand che non sono necessariamente del settore.
Una settimana piena di eventi e con un afflusso di persone da tutto il mondo.
I “personaggi” ovviamente sono spesso “strani”, discutibili e ancora più spesso, montati più dello stesso stand Ikea o con un pessimo gusto nell’abbigliamento; ma nonostante questo ci sono cose piuttosto interessanti da vedere e realizzazioni di tutto rispetto sicuramente apprezzabile per gli addetti ai lavori.
In confronto agli altri anni però ho notato qualcosa di diverso, dal mio punto di vista professionale: l’abbassamento dell’interazione social.
Anticipando subito che il mio punto di vista non si rifà all’intera settimana ma a quello che ho vissuto personalmente, l’interazione con i social è calata terribilmente. Su Twitter #fuorisalone #tortona #designweek e altri hashtag specifici sono rimasti davvero poco nei TT (trending topics) rispetto all’anno scorso.
Pinterest che l’anno passato vantava boards e repin delle nuove scoperte del design si è mostrato abbastanza vuoto ed insieme a lui Instagram dove l’evento ha avuto, o almeno è sembrato avere poco successo nonostante questo social si presti perfettamente per questo tipo di eventi.
Negli stand il call to action era solo accennato, dato per scontato o totalmente ignorato. (Qualcuno ha sentito parlare di geotagging tramite Foursquare?)
Certamente gli eventi ci sono stati, tra flashmob, interazioni dirette con i brand e Qr-code in ogni dove, ma forse, anche visibile negli stand, le cose erano davvero simili all’anno precedente (anzi identiche).
L’ esperienza vissuta in prima persona è stata quella presso lo spazio dedicato a Martini che festeggiava i suoi 150 anni.
All’interno della location allestita in zona Brera, tutto era sistemato ad hoc con aperitivo offerto, gadget e un set fotografico che stampava “al momento” una cartolina dove ogni persona poteva fare da modello per Martini (le nostre foto sono probabilmente ancora in stampa).
Come accennato prima, la coda di stampa era abbastanza lenta e nonostante la gente aspettasse, nessun tipo di segnalazione, foglio, cartello riportava la possibilità di trovare le fotografie su Facebook, tanto che una ragazza al mio fianco ha chiesto se fosse possibile trovarle sul social ricevendo in risposta da un addetto dello staff: “Penso di si, magari le mettono sulla pagina ufficiale, prova ad andare a vedere domani…”.
Scarsissimo l’invito al like o la promozione diretta di eventi di qualsiasi brand o designer. Chiedendo personalmente ad uno stand come ritrovare l’artista che esponeva oggetti di handmade all’interno del web, la risposta è stata vaga e poco specifica senza indicare nessun social di riferimento.
E’ giusto comunque dire che molte aziende raccontavano progetti legati soprattutto al design, sviluppati sui social e nati da questi, ma anche qui appunto un racconto di quello che è stato fatto e un latente se non nullo invito “a fare”.
Altri esempi simili si sono alternati per tutti i luoghi da me visitati senza che si esaurisse totalmente la batteria dell’iPad (gli addetti al settore sanno cosa intendo).
Evidentemente neanche io per prima sono stata spronata all’interazione social della fiera, niente commenti, pochi like e sporadici tweet e con questo è partita una mia riflessione:
Stiamo assistendo alla lenta saturazione dei social, dove ormai abbiamo già messo mi piace a tutto, abbiamo condiviso tutto e l’abitudine è subentrata togliendo il fascino del live sharing oppure, le stesse aziende hanno sottovalutato questo canale di comunicazione per scarsi risultati o effettivamente non c’era niente di così social?
Probabilmente la risposta rientra in tutte queste ipotesi e nel classico corso degli eventi dimostrando che il semplice strizzare l’occhio ai social non è più sufficiente.
Il vero stimolo alla creatività è reinventarsi e reinventare quello che già esiste, come del resto è il manifesto stesso del concetto di design e riciclo, protagonisti in questa edizione del Fuorisalone.
Un vincitore però c’è effettivamente, capostipite della comunicazione odierna, ovviamente il Food. Ma…non si parlava di mobili?




di Nicol Russo, Social Media Manager @ Voxart
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Google Glass e Smart Shoes sono di certo due tra le tante novità che caratterizzano la società in questo nuovo inizio dell’anno, società la cui parola d’ordine è condivisione.
È proprio il lifesharing l’elemento fondamentale che si sta insediando sempre più nelle nostre vite, caratterizzato da un bisogno di esternare pensieri, emozioni; un bisogno di rendere consapevole il mondo intero della nostra esistenza e di tutto quello che facciamo, giorno dopo giorno.
Finalmente il sogno si è avverato!?
Grazie alle nuove tecnologie e al lifestyle odierno tutti possono emergere dalla propria cupola, dire addio all’ anonimato e diventare protagonisti di una vera e propria storia, raccontata da immagini, filmati e perché no, anche pensieri altrui rubati a caso.
Ma siamo proprio sicuri che questo nuovo mood ci renda tanto speciali?
Se da una parte infatti si aprono gli spiragli della fama e della notorietà, contemporaneamente si va sempre più incontro ad un’omologazione targetizzata da brand e consumi dalla quale è impossibile chiamarsi fuori.
Questa nuova società ci ha dato i mezzi necessari per renderci consapevoli delle nostre potenzialità; siamo noi l’elemento attivo che si informa su ciò che desidera, esprime il proprio punto di vista inerente a qualsiasi argomento ed esplicita le proprie esperienze di vita.
Ma tutto questo non ci rende in realtà schiavi di una rete sociale che ci spinge ad annullarci completamente al di là del mondo virtuale?
È vero che presentarsi ad uno sconosciuto tramite un profilo perfetto, attivo, con migliaia di amici o di followers presuppone la predisposizione ad essere realmente così, ma è anche vero che un libro non si può giudicare dalla copertina ma dai suoi contenuti, e che essere sociali non significa automaticamente essere socievoli.
Siamo arrivati ad una società attiva dal punto di vista mediatico e sociale grazie all’ affermazione di social network e alla divulgazione totale di informazioni trasparenti su larga scala, ma nonostante questo dobbiamo stare comunque molto attenti all’ influenza che questi strumenti hanno sulla nostra persona.
Nascono quindi spontanee le prime polemiche di fronte a queste novità, accusate di compromettere la privacy. Non a caso, ancor prima del loro lancio sul mercato, i Google Glass sono già stati vietati all’interno di un pub di Seattle, poiché visti come una “minaccia” per i clienti.
C’è chi approva a pieno consenso questi strumenti, chi ne è intimorito o chi li boccia senza conoscerne le potenzialità e le caratteristiche.
Personalmente mi sentirei a disagio venendo filmato tutti i giorni da gente sconosciuta o sentirmi dire da una scarpa che la domenica pomeriggio potrei farmi una bella corsa al posto di rilassarmi sul mio divano!

Ecco una bella infografica con lo stile delle pubblicazioni e dei trattati psicologici, che poi effettivamente un po’ lo è.
Le dinamiche psicosociali che caratterizzano l’approccio e l’acquisto nel mondo dei Social Network.

Da appassionata frequentatrice di Facebook quale sono, ho potuto notare in questi giorni un allarmismo generale da parte dei vari amministratori di pagine “comuni” a causa di una novità: i Promoted Post.
Naturalmente i vari marketer e social media strategist, manager, specialist, ecc, non hanno avuto problemi a capire l’utilizzo di questa integrazione, grazie anche a vari siti specifici che ne spiegano il funzionamento, ma, per fortuna, il mondo di Facebook è formato anche da utenti che da soli amministrano pagine di ogni genere nell’altissimo principio della condivisione e dell’integrazione naturale. Della serie “lei lo faceva per passione”.
Il problema appunto nasce dall’amministratore che si trova davanti questo:

Essendo un utilizzatore di Facebook per piacere, non deve per forza conoscere le varie dinamiche di marketing che esistono dietro ad una pagina, perchè lo fa per passione o comunque senza un reale piano di comunicazione, che risulta necessario quando si amministrano delle pagine professionalmente.
Ecco qui la semplice spiegazione di quello che ci sta dicendo Facebook con queste “nuvolette informative”.
Tutte le varie pubblicazioni di una pagina non saranno sempre visibili ad ogni fan, poiché nella propria homepage egli visualizza gli aggiornamenti di amici, applicazioni, pagine, gruppi, ecc ed è naturale che Facebook si basi su specifici criteri per ogni utente per la visualizzazione ( vedi algoritmo EdgeRank ).
Ogni post sulla vostra pagina da questo momento avrà un numero di utenti e una percentuale mostrata nell’area sottostante ad indicare quanto il vostro post abbia raggiunto ogni persona che vi ha concesso il like e che, naturalmente non ha disattivato i vostri aggiornamenti.
Ed ecco che ora si scioglie il nodo legato al numero delle visualizzazioni.
Consapevoli di non poter raggiungere tutti i fan ogni amministratore ha la possibilità di creare i Promoted Post; dei “super post”, ibridi a parer mio tra le Inserzioni di Facebook e le Notizie in Evidenza delle pagine, che raggiungerà a pagamento un numero maggiore di utenti, utile se si promuove un concorso, una promozione speciale, un evento o tutte quelle informazioni che riteniamo necessarie di una diffusione più vasta all’interno della nostra pagina.
Quindi in finale, non esiste nessun cambiamento nella visualizzazione, a parte il fatto che ora sapete effettivamente quante persone lo ricevono e che se volete, pagando, potete raggiungerne di più.
Sfatiamo quindi falsi miti su Facebook che lo vorrebbero esclusivamente un servizio a pagamento, limitante la diffusione artistica o ad altre categorie specifiche.
In realtà qui il Social Network si mostra ancora democratico, tutti possono pubblicare e al massimo gli si può dar colpa/(merito come scelta persuasiva) di fare da tentatore. Vi comunica insomma un’informazione mostrandovi che c’è un sistema migliore per i post e che potete usarlo.
Per chi volesse ulteriori spiegazione eccovi il video direttamente made in Facebook su i Promoted Post.
Buona pubblicazione!
di Nicol Russo, Social Media Manager @ Voxart
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Arrivato oggi a Voxart il quadro olografico 3D di B-Max offerto da Ford, Zebra e PeerIndex.
Un quadro olografico che non necessita degli occhiali 3D ma semplicemente di una fonte luminosa, in questo caso una torcia annessa al pacchetto, che permette di vedere e quasi con la parvenza di poterla toccare, la nuova Ford B-MAX.
Una campagna Organizzata da Ford per il lancio della sua nuova autovettura che si è affidata a PeerIndex per selezionare influencer da Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito invitandoli a comunicare e condividere le proprie impressioni attraverso i Social Media che utilizzano.
Per chi volesse ricevere questo Hologram Rendering può tentare la fortuna direttamente sul sito http://fordbmax.com/it/ tramite twitter e attendere il 20 giugno.
Un’interessante pensata e un’altrettanto bello strumento che potete vedere nel breve video che abbiamo appena realizzato.
In bocca al lupo per chi parteciperà al concorso!

Amata e odiata la Timeline, rivoluzione di Facebook per i profili personali, è oramai diventata attiva per la maggior parte degli utenti e, nonostante gli affezionati alla vecchia visualizzazione, il passaggio definitivo di tutti i profili si avvicina sempre di più, soprattutto vista l’attuazione di questa forma di “diario” per le Brand Page ufficialmente visibile a tutti dal 30 marzo e per ora, in prova per gli amministratori.
Per addolcire la cosa, viste le consuete lamentele legate ai grandi cambiamenti del Social Network ecco a voi trasformata in applicazione la visione che ha avuto il team di Facebook quando ha deciso di introdurla.
Si chiama Timeline Movie Maker e con una semplice autorizzazione che prevede l’accesso della stessa a tutti i nostri dati in facebook, possiamo creare un filmato del nostro diario ad alto contenuto emozionale, con annessa colonna sonora strappa lacrime e possibilità di pubblicazione direttamente su Facebook.
Anche per i più restii sicuramente da provare e forse, vedendo la linea temporale e i vostri ricordi inseriti nel Social Network come il “film della vostra vita” dimenticherete la vecchia e fredda bacheca?

Molto si è sentito parlare, soprattutto negli ultimi giorni, di questo nuovo Social Network, che alcuni hanno anche già definito come protagonista del 2012.
In pochissimo tempo è passato da 1,2 a 4 milioni di utenti, superando gli accessi a Tumblr e Google+; di chi stiamo parlando? Del social “ispirazionale” Pinterest.
Immaginatevi una sorta di bacheca, dove foto ed immagini che vi piacciono vengono attaccate con una puntina per tornarvi utili o ispirarvi quando serve. Ecco esattamente il concetto di questo nuovo social bookmarking.
Una pagina personale con delle Board (categorie) nominabili in cui possiamo inserire foto trovate nel web tramite un pulsante da aggiungere ai preferiti il “pin” oppure navigando nelle diverse categorie proposte da chi seguiamo e re-pinnarle inserendole nelle nostre categorie.
Simile a Delicious o Tumblr come concetto di archiviazione e ripubblicazione di contenuti, con la differenza che qui alla base c’è la specificità, dove anche tramite ad una ricerca attuabile direttamente sul sito, possiamo trovare quello che ci interessa e vedere delle immagini belle e come abbiamo già detto, fondamentali per la ricerca di ispirazione, soprattutto per chi lavora nel settore della comunicazione visiva.
Le categorie possono essere infinite e si possono trovare foto professionali, tutorial di make-up, ricette culinarie, oggetti Diy, cataloghi moda, fashion concept, ecc. tutto a disposizione di tutti.
Pinterest nonostante sia ancora disponibile su invito, sta già spopolando oltreoceano dove anche numerose aziende iniziano ad interessarsi al fenomeno creando account personali come vere e proprie vetrine dei loro prodotti che grazie alla filosofia di questo social, ancora più che in altri la condivisione e la trasmissione dell’ informazione, si fa più virale e immediata.
Detto questo ora non vi rimane che chiedere l’invito direttamente da http://pinterest.com/ oppure farvelo mandare da qualcuno già iscritto.
Pronti a “Pinnare” l’ispirazione?!

Nuova iniziativa per il celebre brand di Calzature Converse.
Già particolari nei loro modelli, a volte unici con vere e proprie creazioni artistiche o celebrazioni legate al mondo della musica e del cinema oggi, grazie ad un applicazione su Facebook, l’artista delle tue Converse sei tu.
Si chiama Converse Made By e consiste appunto nella creazione della grafica di uno o più paia di Converse da parte della personalizzazione grafica degli utenti.
Fin qui nessuna esaltante novità, una tecnica già utilizzata da molti brand del settore, come nike, adidas, e dalla stessa Converse che la propose anni fa tramite il proprio sito internet.
il cambiamento interessante è oltre all’utilizzio del medium sociale, quello nella vera e propria condivisione e trasmissione grazie a Facebook poiché le scarpe ideate potranno essere vendute dagli stessi utenti tramite un market store online , sempre su Facebook, dove 5 paia vendute equivalgono ad un paio gratuito per il social media designers.
Abilissima e creativa strategia di marketing da parte di Converse che sa bene come la comunicazione sia oramai diventata social, dove pareri, opinioni e consigli, sono dati direttamente dall’interazione degli utenti con le realtà aziendali che hanno delle pagine ufficiali e come di conseguenza, le stesse siano utilizzate per le campagne di marketing in maniera diretta e informale.
Un altissimo contenuto virale e un obbiettivo chiaro: lo share.
Una condivisione di un proprio contenuto, che tutti realizzano con il proprio account, ma che fa diventare gli utenti promotori del Brand, e di loro stessi.
Peccato sia per ora un’iniziativa dedicata solamente agli utenti “US and UK” speriamo presto anche in Italia
Sui Social Network esprimi quello che sei? Soprattutto con Facebook esprimi quello che “ti piace”? Ottimo, dillo a Converse. Crea le tue scarpe e condividile con gli amici, ad abili venditori scarpe gratis!

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L’esperienze della vita ti cadono addosso. Così fissando il lampadario della stanza si sentiva soffocare delle molte esperienze...
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